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Too late to leave Paris?

What’s better than going away from the crowd,
and living your love in a cozy and quiet place?
This is Violetta and Alfredo’s dream,
but the time runs out so fast.

La Traviata 5/5 – Leave Paris, or…

After all the pain and sacrifice, Violetta is in her bed, ill. Alfredo is finally there for her, and promises to never let her alone again. Let’s just go away, only you and me, away from the crowded and unfortunate Paris. A dream, the dream of a quiet life full of love and only that.

Parigi, o cara, noi lasceremo, la vita uniti trascorreremo; de’ corsi affanni compenso avrai, la tua salute rifiorirà. Sospiro e luce tu mi sarai, tutto il futuro ne arriderà.From Paris dear, we shall go away, to live our lives together. We shall make up for all our heartache, your health will come back again. You will be the light of my life, the future will smile upon us.

It is too late to reheal. After a moment of hope and relief, Violetta feels a last moment of joy, which brings the opera to its tearful end.

È strano! Cessarono gli spasimi del dolore. In me rinasce – m’agita insolito vigor! Ah! ma io ritorno a viver! Oh gioia!How strange! The spasms of pain have ceased: A strange vigour has brought me to life! Ah! I shall live – Oh, joy!

See more information on La Traviata (G. Verdi)

La Traviata 1/5 – Violetta, true love?
La Traviata 2/5 – Alfredo, wisdom or fire?
La Traviata 3/5 – Amami, Alfredo!
La Traviata 4/5 – Zingarelle & Matadores
La Traviata 5/5 – Too late to leave Paris?

Cantare oltre, ma come?

Maggiore, minore, o…?
Come si cantano gli intervalli più ampi?
Come si può “arrivare” agli intervalli più impegnativi?

Corso di musica 7/43 – Fino all’ottava

A questo punto dovreste essere già in grado di individuare un intervallo di quarta ed uno di quinta, partite dal Do seguendo la scala, che note raggiungete? La quarta giusta (Do-Fa) è un intervallo di cinque semitoni, la quinta giusta (Do-Sol) di sette semitoni.

Intervalli di quarta in scala maggiore.

Per intonare la quinta giusta potete sempre usare la scala, aggiungendo un tono alla quarta, oppure potete sfruttare gli arpeggi; ogni arpeggio, maggiore o minore che sia, parte da una nota e tramite un doppio intervallo di terza arriva alla quinta giusta.

Gli arpeggi Maggiori o minori (m) dal MI al LA.

Le seste sono di due tipi, la sesta minore di otto semitoni, la sesta maggiore di nove semitoni; ora però contare i semitoni comincia a essere scomodo, possiamo fare riferimento all’intervallo di quinta giusta, che conoscete bene tramite gli arpeggi; diventa subito evidente che la sesta minore è una quinta giusta più un semitono, la sesta maggiore è una quinta giusta più un tono.

Seste Maggiori (M) e minori (m) raggiunte con l’arpeggio.

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10 capitoli – 43 paragrafi – 30 anni di esperienza

CAPITOLO 1
1/43 – Il pentagramma
2/43 – Chiave di violino
3/43 – Alterazioni
4/43 – Chiave di basso
CAPITOLO 2
5/43 – Toni e semitoni
6/43 – Intervalli di terza
7/43 – Fino all’ottava
8/43 – Scala e tonalità
CAPITOLO 3
9/43 – Valori e divisioni
10/43 – Punti e legature
11/43 – La misura
12/43 – Strutture ritmiche
CAPITOLO 4
13/43 – Tempo
14/43 – Pulsazioni
15/43 – Metrica
16/43 – Tempi composti
CAPITOLO 5
17/43 – Dinamiche
18/43 – Articolazioni
19/43 – Fraseggio
CAPITOLO 6
20/43 – Respirazione
21/43 – Impostazione
22/43 – Appoggio
23/43 – Registri
24/43 – Classificazioni
25/43 – Tono di voce
CAPITOLO 7
26/43 – Archi
27/43 – Pizzico e tastiera
28/43 – Legni
29/43 – Ottoni
30/43 – Aerofoni liberi
31/43 – Percussioni
32/43 – La partitura
CAPITOLO 8
33/43 – Soggetto
34/43 – Polifonia
35/43 – Tema e variazioni
36/43 – Appendici
37/43 – La forma
CAPITOLO 9
38/43 – Voce e teatro
39/43 – Il melodramma
40/43 – Il cinema

CAPITOLO 10
41/43 – Onda sonora
42/43 – Corda vibrante
43/43 – Velocità del suono

Qualche salto maggiore o minore

Cosa sono le terze, sono importanti?
A cosa servono e come si cantano?
Quante ce ne sono?

Corso di musica 6/43 – Intervalli di terza

Gli intervalli di terza sono quelli in cui si salta una nota: mentre per gli intervalli di seconda, toni e semitoni, i nomi delle note sono adiacenti, per le terze sono alternati: Do-Mi, Re-Fa, Mi-Sol, Fa-La, Sol-Si, La-Do, Si-Re.

Ecco le terze sulle note naturali, senza alterazioni.

Naturalmente le terze non sono tutte uguali, ce ne sono di molti tipi, ma noi lasciamo stare quelle più strane e ci concentriamo sui due tipi principali, la terza minore (min) e la terza maggiore (Maj). L a terza minore è un intervallo di tre semitoni, cioè un tono e un semitono, mentre la terza maggiore è di quattro semitoni, cioè due toni.

Su ogni nota, naturale o alterata che sia, si può costruire una terza minore o una terza maggiore, basta contare bene e raggiungere la nota alla distanza giusta.

Combinando due terze consecutive (una maggiore e una minore, o viceversa) si costruiscono gli arpeggi; ad esempio partendo dal Do si salta al Mi, poi dal Mi al Sol. Naturalmente anche di arpeggi c’è ampia varietà ma i principali sono l’arpeggio maggiore e l’arpeggio minore; la differenza è l’ordine delle terze, quella che cantiamo per prima dà il nome all’arpeggio.

Arpeggi di DO maggiore, DO minore, RE minore, RE maggiore, Mi minore.

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10 capitoli – 43 paragrafi – 30 anni di esperienza

CAPITOLO 1
1/43 – Il pentagramma
2/43 – Chiave di violino
3/43 – Alterazioni
4/43 – Chiave di basso
CAPITOLO 2
5/43 – Toni e semitoni
6/43 – Intervalli di terza
7/43 – Fino all’ottava
8/43 – Scala e tonalità
CAPITOLO 3
9/43 – Valori e divisioni
10/43 – Punti e legature
11/43 – La misura
12/43 – Strutture ritmiche
CAPITOLO 4
13/43 – Tempo
14/43 – Pulsazioni
15/43 – Metrica
16/43 – Tempi composti
CAPITOLO 5
17/43 – Dinamiche
18/43 – Articolazioni
19/43 – Fraseggio
CAPITOLO 6
20/43 – Respirazione
21/43 – Impostazione
22/43 – Appoggio
23/43 – Registri
24/43 – Classificazioni
25/43 – Tono di voce
CAPITOLO 7
26/43 – Archi
27/43 – Pizzico e tastiera
28/43 – Legni
29/43 – Ottoni
30/43 – Aerofoni liberi
31/43 – Percussioni
32/43 – La partitura
CAPITOLO 8
33/43 – Soggetto
34/43 – Polifonia
35/43 – Tema e variazioni
36/43 – Appendici
37/43 – La forma
CAPITOLO 9
38/43 – Voce e teatro
39/43 – Il melodramma
40/43 – Il cinema

CAPITOLO 10
41/43 – Onda sonora
42/43 – Corda vibrante
43/43 – Velocità del suono

Zingarelle & Matadores

The Choir embodies various groups and moods.
The Zingarelle, joyful and misterious fortunetellers.
The Baccanale, with the bravest Carnival toreros.
But the drama is about to come back.

La Traviata 4/5 – Zingarelle & Matadores

The Choir represents sometimes one, sometimes more groups, each with own personality. In the time of a few scenes, the stage can be full of lights and brightness, only to suddenly change into a darker space of shame and disapproval. This is the drama of Opera made bigger and stronger by contrast of light and hard moments, sounds, lights.

The Zingarelle (literally, the gipsy ladies) are a blend of mistery, fortuntelling, unknown, and folk culture. In Traviata, they barely say anything valuable. For a wider idea of Verdi’s concept, see The Masked Ball.

Noi siamo zingarelle venute da lontano; d’ognuno sulla mano leggiamo l’avvenir. Se consultiam le stelle null’avvi a noi d’oscuro, e i casi del futuro possiamo altrui predir.We are gypsies come from afar; the fortunes of all we can read in their hands. When we call upon the stars, nothing is hidden from us, and we can tell you all what the future holds in store

The Mattatori or toreros have always been a symbol of masculine value, strength, power. The tauromachia (corrida), seen as the power of human subjecting the wild animals and nature, represents the good death, honour, respect. This is a cultural and historical representation only, however.

Di Madride noi siam mattadori, siamo i prodi del circo dei tori, testé giunti a godere del chiasso che a Parigi si fa pel Bue grasso; è una storia se udire vorrete, quali amanti noi siamo saprete.We’re matadors, from Madrid, the champions of the bullring. We’ve just arrived to join in the fun of carnival time in Paris; if you’ll hear our story to the end, you’ll know what great lovers we are.

Quite different is the situation at the end of Act II, where the Choir is made of all the guests at the party. After Alfredo throws his anger to Violetta, he’s judged and blamed by all as a coward.

The party. On the right, the table with the cards. Seconds before Alfredo’s burst of anger.
Oh, infamia orribile tu commettesti! Un cor sensibile così uccidesti! Di donne ignobile insultatore, di qui allontanati, ne desti orror! Va’, va’, ne desti orror! Di donne ignobile insultator.Oh, what a terrible thing you have done!
You have killed a sensitive heart! Ignoble man, to insult a woman so, leave this house at once, you fill us with orror! Go, go, you fill us with horror! Ignoble man, to insult a woman
.

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La Traviata 1/5 – Violetta, true love?
La Traviata 2/5 – Alfredo, wisdom or fire?
La Traviata 3/5 – Amami, Alfredo!
La Traviata 4/5 – Zingarelle & Matadores
La Traviata 5/5 – Too late to leave Paris?

Intonare le note, i primi passi

Come si cantano le note?
Quali sono i primi “passi”?
Quali sono i gradini della nostra scala?

Corso di musica 5/43 – Toni e semitoni

Con il termine intervallo intendiamo la distanza tra due note; l’orecchio relativo è l’abilità di collegare una nota alla successiva, dando origine ad una melodia. Il collegamento tra una nota e l’altra è un intervallo, sono gli intervalli che danno alla melodia una precisa sonorità. Gli intervalli si misurano in due modi, il primo più approssimato ma molto veloce, il secondo più preciso ma anche tecnico. Cominciamo dal primo metodo: si contano le note, incluse nota di partenza e di arrivo.

Alcuni intervalli: Do-Si (settima), Re-Fa (terza), Fa-Do (quinta)

Per distinguere più precisamente gli intervalli dobbiamo prima imparare l’intervallo base, attraverso il quale misureremo tutti gli altri, il semitono: è l’intervallo più piccolo, tra due note talmente vicine da non avere alcuna nota intermedia. Attenti, molti confondono il semitono con la nota alterata o con il tasto nero, ma non è affatto così! Il semitono non è una nota, ma sempre un intervallo tra due note, a volte entrambe naturali, come tra Mi e Fa, o tra Si e Do. Se le due note del semitono hanno nomi diversi si parla di semitono diatonico (Mi-Fa; Do- Reb), altrimenti si chiama semitono cromatico, cioè tra una nota e un’alterazione della stessa nota

Semitoni diatonici (in bianco) o cromatici (bianco-nero).

Usiamo il semitono come unità di misura: dal Do al Do# è un semitono, dal Do# al Re un altro semitono. Do-Re è un intervallo di seconda formato da due semitoni, e si chiama tono

Due semitoni formano un Tono. Eccone alcuni.

Con semitoni e toni formiamo la scala musicale, ad esempio da un Do a un altro Do; le scale sono tante, in base a come si combinano toni e semitoni, note naturali o alterate, ma tra tutte la più importante è senz’altro la scala maggiore; è talmente universale che quando si parla di “scala” senza specificare, si intende proprio questa; la scala di Do maggiore è composta da tutte le note naturali.

La scala di Do maggiore, Toni e Semitoni.

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10 capitoli – 43 paragrafi – 30 anni di esperienza

CAPITOLO 1
1/43 – Il pentagramma
2/43 – Chiave di violino
3/43 – Alterazioni
4/43 – Chiave di basso
CAPITOLO 2
5/43 – Toni e semitoni

6/43 – Intervalli di terza
7/43 – Fino all’ottava
8/43 – Scala e tonalità
CAPITOLO 3
9/43 – Valori e divisioni
10/43 – Punti e legature
11/43 – La misura
12/43 – Strutture ritmiche
CAPITOLO 4
13/43 – Tempo
14/43 – Pulsazioni
15/43 – Metrica
16/43 – Tempi composti
CAPITOLO 5
17/43 – Dinamiche
18/43 – Articolazioni
19/43 – Fraseggio
CAPITOLO 6
20/43 – Respirazione
21/43 – Impostazione
22/43 – Appoggio
23/43 – Registri
24/43 – Classificazioni
25/43 – Tono di voce
CAPITOLO 7
26/43 – Archi
27/43 – Pizzico e tastiera
28/43 – Legni
29/43 – Ottoni
30/43 – Aerofoni liberi
31/43 – Percussioni
32/43 – La partitura
CAPITOLO 8
33/43 – Soggetto
34/43 – Polifonia
35/43 – Tema e variazioni
36/43 – Appendici
37/43 – La forma
CAPITOLO 9
38/43 – Voce e teatro
39/43 – Il melodramma
40/43 – Il cinema

CAPITOLO 10
41/43 – Onda sonora
42/43 – Corda vibrante
43/43 – Velocità del suono

Amami, Alfredo!

Alfredo’s father persuades Violetta to leave Alfredo.
She accepts to sacrifice her love for the Germont family.
How will love burst in one of the most passionate melodies ever?

La Traviata 3/5 – Amami, Alfredo!

Alfredo’s father, Giorgio Germont, demands that Violetta break off her relationship with Alfredo for the sake of the family and of his other daughter’s engagement, which is in danger because of Violetta’s reputation. She responds that she cannot end the relationship because she loves him so much, but Giorgio pleads with her for the sake of his family. With growing remorse, she finally agrees.

Pura siccome un angelo Iddio mi diè una figlia; se Alfredo nega riedere in seno alla famiglia, l’amato e amante giovine cui sposa andar dovea, or si ricusa al vincolo che lieti ne rendeva. Deh, non mutate in triboli le rose dell’amor. A’ prieghi miei resistere no, no non voglia il vostro cor.God blessed me with a daughter, like an angel in her purity; if Alfredo refuses to return to the bosom of his family, the young man in love and beloved in turn, who was soon to marry my daughter, would reject this bond on which our happiness depends. Ah, do not be the cause of love’s roses changing into thorns. Do not let your heart refuse what I so fervently ask of you. No! No!

“Pura siccome un angelo” – Open7 Editions


Violetta gives a note to Annina to send to Flora accepting the party invitation and, as she is writing a farewell letter to Alfredo, he enters. She can barely control her sadness and tears. From a humble “I will always be with you” with only the strings in a very soft and mild line, to an explosive, loud and passionate burst of love, possibly one of the best known in the world.

Di lagrime aveva d’uopo – or son tranquilla – lo vedi? Ti sorrido – lo vedi? Sarò là tra quei fior presso a te sempre. Amami, Alfredo, quant’io t’amo. Addio!I needed tears – now I feel better – See? I am smiling at you – see? I shall always be here, near you, among the flowers. Love me, Alfredo, love me as much as I love you. Farewell!

“Amami, Alfredo” – Open12 Editions


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La Traviata 1/5 – Violetta, true love?
La Traviata 2/5 – Alfredo, wisdom or fire?
La Traviata 3/5 – Amami, Alfredo!
La Traviata 4/5 – Zingarelle & Matadores
La Traviata 5/5 – Too late to leave Paris?

La chiave di basso serve davvero?

Una nuova chiave di lettura,
a chi serve e perché?
Ce ne sono altre?

Corso di musica 4/43 – Chiave di basso

Per gli strumenti più gravi, come contrabbassi, tromboni, fagotti, o per gli strumenti molto estesi come il pianoforte, esiste un’altra chiave molto utile, la chiave di basso o anche chiave di Fa. Le note di queste ottave non sarebbero comode da scrivere nel pentagramma con la chiave di violino. Le note in chiave di basso sono in posti diversi; sulla prima linea ad esempio non c’è più un Mi, c’è un Sol! La chiave di Fa è un simbolo che ricorda la lettera F, centrata proprio su un Fa.

La chiave di Fa (F) e alcune note in chiave di Basso.

Concentriamoci adesso su una nota speciale: il Do4, o “Do centrale”, che inizia l’ottava centrale del pianoforte. Il Do4 si scrive sotto al pentagramma in chiave di violino, sul primo taglio addizionale; quindi quasi tutte le altre note in chiave di violino sono più acute del Do4, sono scritte più in alto. Nell’esempio precedente, in chiave di basso trovate il Do4 partendo dal Fa3 e salendo fuori dal pentagramma, subito dopo il Si3, sul primo taglio addizionale. Quindi quasi tutte le note in chiave di basso sono più gravi del Do4.

In chiave di violino le note acute, in chiave di basso le note gravi

Il Do4 è come una “nota perno”, di solito ciò che è più acuto va in chiave di violino, ciò che è più grave va in chiave di basso; i due pentagrammi sono come l’uno la continuazione dell’altro; infatti in alcuni casi (come la notazione per il pianoforte o per i cori misti) vengono proprio sovrapposti, creando un sistema di pentagrammi


Oltre alla chiave di violino e alla chiave di basso esiste un terzo simbolo, la chiave di Do, che individua il Do4 (sempre lui!). Questa chiave ha ben quattro diverse collocazioni, a seconda della posizione prende anche nomi diversi. Tutti questi nomi sono legati alla classificazione delle voci adulte. La chiave di Fa inoltre può essere collocata anche sulla terza linea prendendo il nome di chiave di Baritono.

Chiave di Do (a), Soprano (b), Mezzo Soprano (c), Contralto (d), Tenore (e) e Baritono

Tutte queste notazioni sono rimaste col nome di setticlavio, o anche di “chiavi antiche” perché ormai non si usano quasi più. Servono soprattutto ad alcuni strumenti (“traspositori”) che vedremo più avanti.


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10 capitoli – 43 paragrafi – 30 anni di esperienza

CAPITOLO 1
1/43 – Il pentagramma
2/43 – Chiave di violino
3/43 – Alterazioni
4/43 – Chiave di basso
CAPITOLO 2
5/43 – Toni e semitoni
6/43 – Intervalli di terza
7/43 – Fino all’ottava
8/43 – Scala e tonalità
CAPITOLO 3
9/43 – Valori e divisioni
10/43 – Punti e legature
11/43 – La misura
12/43 – Strutture ritmiche
CAPITOLO 4
13/43 – Tempo
14/43 – Pulsazioni
15/43 – Metrica
16/43 – Tempi composti
CAPITOLO 5
17/43 – Dinamiche
18/43 – Articolazioni
19/43 – Fraseggio
CAPITOLO 6
20/43 – Respirazione
21/43 – Impostazione
22/43 – Appoggio
23/43 – Registri
24/43 – Classificazioni
25/43 – Tono di voce
CAPITOLO 7
26/43 – Archi
27/43 – Pizzico e tastiera
28/43 – Legni
29/43 – Ottoni
30/43 – Aerofoni liberi
31/43 – Percussioni
32/43 – La partitura
CAPITOLO 8
33/43 – Soggetto
34/43 – Polifonia
35/43 – Tema e variazioni
36/43 – Appendici
37/43 – La forma
CAPITOLO 9
38/43 – Voce e teatro
39/43 – Il melodramma
40/43 – Il cinema

CAPITOLO 10
41/43 – Onda sonora
42/43 – Corda vibrante
43/43 – Velocità del suono

Le alterazioni, cosa cambia?

Cosa sono le alterazioni,
come si chiamano, come si scrivono?
Soprattutto, a cosa servono?

Corso di musica 3/43 – Le alterazioni

Le note sono davvero “solo” 7? Ormai ne conosciamo tante altre, più acute e più gravi. Ora scopriremo che, anche all’interno di una sola ottava, le note non sono solo 7. Ne scopriremo delle altre che finora vi ho tenute nascoste. Ce ne sono altre cinque che non hanno un posto proprio sul pentagramma e nemmeno un nome proprio: sono delle derivazioni, delle modifiche delle 7 note di partenza, per questo si chiamano note alterate. Sono note intermedie, si trovano “a metà strada” tra le altre note, ma non tra tutte.

Le sette note (dal Do al Si) e le cinque note in più

Per modificare le note base si usano due simboli, le alterazioni, che si scrivono sul pentagramma appena prima della nota a cui si riferiscono: il diesis (#) sposta la nota verso l’alto (a destra, nel pianoforte), il bemolle (b) verso il basso (a sinistra, nel pianoforte). Ora impariamo un termine musicale: una nota senza alterazioni si chiama nota naturale; le note sui tasti bianchi del pianoforte sono tutte naturali, sono le nostre sette note di partenza senza diesis e senza bemolli; le note sui tasti neri invece sono tutte in qualche modo alterate

La stessa nota con due nomi diversi: DO# e REb; RE# e MIb

In alcuni brani musicali certe note sono quasi sempre alterate e invece di scrivere ogni volta davanti alla nota l’alterazione si mette un simbolo all’inizio del pentagramma, subito dopo la chiave; è un simbolo universale per tutte le note con lo stesso nome: un # sulla quinta linea, su cui si trova il Fa, significa che tutti i Fa, in qualunque ottava e a qualunque altezza, sono diesis.

A sinistra, il FA# in chiave. A destra, il SIb in chiave.

Impariamo un altro termine musicale: la porzione di musica che si trova tra due linee verticali si chiama misura, o anche battuta. Nei prossimi capitoli avremo modo di approfondire tutti i significati e i contenuti della misura, per ora ci basta sapere dove inizia e dove finisce: ad ogni linea verticale finisce una misura e ne comincia una nuova; la linea verticale si chiama linea di misura.


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10 capitoli – 43 paragrafi – 30 anni di esperienza

CAPITOLO 1
1/43 – Il pentagramma
2/43 – Chiave di violino
3/43 – Alterazioni
4/43 – Chiave di basso
CAPITOLO 2
5/43 – Toni e semitoni
6/43 – Intervalli di terza
7/43 – Fino all’ottava
8/43 – Scala e tonalità
CAPITOLO 3
9/43 – Valori e divisioni
10/43 – Punti e legature
11/43 – La misura
12/43 – Strutture ritmiche
CAPITOLO 4
13/43 – Tempo
14/43 – Pulsazioni
15/43 – Metrica
16/43 – Tempi composti
CAPITOLO 5
17/43 – Dinamiche
18/43 – Articolazioni
19/43 – Fraseggio
CAPITOLO 6
20/43 – Respirazione
21/43 – Impostazione
22/43 – Appoggio
23/43 – Registri
24/43 – Classificazioni
25/43 – Tono di voce
CAPITOLO 7
26/43 – Archi
27/43 – Pizzico e tastiera
28/43 – Legni
29/43 – Ottoni
30/43 – Aerofoni liberi
31/43 – Percussioni
32/43 – La partitura
CAPITOLO 8
33/43 – Soggetto
34/43 – Polifonia
35/43 – Tema e variazioni
36/43 – Appendici
37/43 – La forma
CAPITOLO 9
38/43 – Voce e teatro
39/43 – Il melodramma
40/43 – Il cinema

CAPITOLO 10
41/43 – Onda sonora
42/43 – Corda vibrante
43/43 – Velocità del suono

Alfredo, wisdom or fire?

Is Alfredo really in love?
Is he wiser, more mature, or is it just an illusion?
Find out with Musical Beam!

La Traviata 2/5 – Alfredo, wisdom or fire?

The best known moment of Verdi’s Traviata is probably the Brindisi, the toast Alfredo is asked to give at the party. What starts as a simple toast (Libiamo ne’ lieti calici, let’s drink in happy glasses) soon becomes a duet with Violetta (Tra voi saprò dividere il tempo mio giocondo, with you I will share my happy moments) and the Choir of all the guests.


Alfredo is a young men and he is in love with Violetta. His passion and romance persuade Violetta to change her lifestyle. She throws all her doubts away and accepts to live with her man and to live the dream of a real family. Hence Alfredo’s happiness, and the feeling of not being just a young man in love anymore, but rather a grown up, family man.

De’ miei bollenti spiriti il giovanile ardore ella temprò col placido sorriso dell’amore! Dal dì che disse: vivere io voglio a te fedel, dell’universo immemore io vivo quasi in ciel.My passionate spirit and the fire of youth she tempers with the gentle smile of love! Since the day when she told me “I want to live, faithful to you alone!” I have forgotten the world and lived like one in heaven.

“De’ miei bollenti spiriti” – Open12 Editions


What Alfredo had not understood, however, is that Violetta is funding their life, not him. In fact, she’s going to Paris to sell some property, in order to mantain herself and the family. The shame for Alfredo, a “man of honour”, is too strong to take, and his flames revive.

Oh mio rimorso! Oh infamia! Io vissi in tale errore! Ma il turpe sogno a frangere
il ver mi balenò! Per poco in seno acquetati, o grido o grido dell’onore; m’avrai securo vindice; quest’onta laverò.
Oh my regret! Oh shame! I lived in such a mistake! But the truth came to shatter the awful dream! Keep quiet for a while in my heart, cry of honour; I will vertainly overcaom; this shame I will wash away.

“Oh mio rimorso” – Open7 Editions


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La Traviata 1/5 – Violetta, true love?
La Traviata 2/5 – Alfredo, wisdom or fire?
La Traviata 3/5 – Amami, Alfredo!
La Traviata 4/5 – Zingarelle & Matadores
La Traviata 5/5 – Too late to leave Paris?

La chiave di violino e le 7 note

Le nostre prime sette note,
come si chiamano, dove si scrivono?
Come imparare a riconoscerle?

Corso di musica 2/43 – Chiave di violino

I nomi delle note sono sette, in italiano sono: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. Vi consiglio di impararli bene, a memoria, anche in ordine inverso: Si, La, Sol, Fa, Mi, Re, Do. Per mettere le note sul pentagramma serve un simbolo, una chiave di lettura: vedremo che ce ne sono alcune, ma quella più diffusa e più utile è la chiave di violino, o anche chiave di Sol; il suo simbolo parte dalla seconda linea, dove appunto individua il Sol; dopo una piccola spirale si porta in alto curvando, scende diritta e chiude con un ricciolo.

La linea del Sol in evidenza (G, in inglese) e la scala dal Do (C) al Si (B)

Ora dovete imparare a leggere le note, ma come si fa? Serve ricordare dove si scrive una certa nota: il Sol è sulla seconda linea, dove inizia il disegno della chiave di Sol, la chiave di violino; il Do è sotto al pentagramma sul primo taglio; descrivete dove si trova una nota, poi ricopiatela senza il nome; serve solo esercizio e pazienza.

Due “ottave” complete…e qualche nota in più

Superato l’ostacolo delle prime sette note viene voglia di andare avanti: ricordate quante note si possono scrivere su un pentagramma? Solo tra linee e spazi sono nove, con due tagli addizionali sopra e sotto siamo arrivati a 19 note. Andiamo per gradi e impariamo un nuovo termine musicale: un gruppo di sette note si chiama ottava (già, proprio ottava, non settima); più avanti vedremo meglio il perché, per ora scopriamo solo che dopo il Si arriva un altro Do, più acuto del Do di partenza; quindo ora avremo un Do grave, sotto al pentagramma sul taglio, e un Do acuto, nel terzo spazio; e poi? Indovinato: un Re acuto, un Mi acuto, e così via, fino a un altro Do fuori dal pentagramma sul secondo taglio

Leggiamo qualche nota?

La lettura delle note è tutta questione di allenamento, all’inizio vi sentirete spaesati, lenti, ma nei prossimi capitoli vi accorgerete che le note…sono sempre quelle, solo rimescolate


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10 capitoli – 43 paragrafi – 30 anni di esperienza

CAPITOLO 1
1/43 – Il pentagramma
2/43 – Chiave di violino
3/43 – Alterazioni
4/43 – Chiave di basso
CAPITOLO 2
5/43 – Toni e semitoni
6/43 – Intervalli di terza
7/43 – Fino all’ottava
8/43 – Scala e tonalità
CAPITOLO 3
9/43 – Valori e divisioni
10/43 – Punti e legature
11/43 – La misura
12/43 – Strutture ritmiche
CAPITOLO 4
13/43 – Tempo
14/43 – Pulsazioni
15/43 – Metrica
16/43 – Tempi composti
CAPITOLO 5
17/43 – Dinamiche
18/43 – Articolazioni
19/43 – Fraseggio
CAPITOLO 6
20/43 – Respirazione
21/43 – Impostazione
22/43 – Appoggio
23/43 – Registri
24/43 – Classificazioni
25/43 – Tono di voce
CAPITOLO 7
26/43 – Archi
27/43 – Pizzico e tastiera
28/43 – Legni
29/43 – Ottoni
30/43 – Aerofoni liberi
31/43 – Percussioni
32/43 – La partitura
CAPITOLO 8
33/43 – Soggetto
34/43 – Polifonia
35/43 – Tema e variazioni
36/43 – Appendici
37/43 – La forma
CAPITOLO 9
38/43 – Voce e teatro
39/43 – Il melodramma
40/43 – Il cinema

CAPITOLO 10
41/43 – Onda sonora
42/43 – Corda vibrante
43/43 – Velocità del suono