La chiave di basso serve davvero?

Una nuova chiave di lettura,
a chi serve e perché?
Ce ne sono altre?

Corso di musica 4/43 – Chiave di basso

Per gli strumenti più gravi, come contrabbassi, tromboni, fagotti, o per gli strumenti molto estesi come il pianoforte, esiste un’altra chiave molto utile, la chiave di basso o anche chiave di Fa. Le note di queste ottave non sarebbero comode da scrivere nel pentagramma con la chiave di violino. Le note in chiave di basso sono in posti diversi; sulla prima linea ad esempio non c’è più un Mi, c’è un Sol! La chiave di Fa è un simbolo che ricorda la lettera F, centrata proprio su un Fa.

La chiave di Fa (F) e alcune note in chiave di Basso.

Concentriamoci adesso su una nota speciale: il Do4, o “Do centrale”, che inizia l’ottava centrale del pianoforte. Il Do4 si scrive sotto al pentagramma in chiave di violino, sul primo taglio addizionale; quindi quasi tutte le altre note in chiave di violino sono più acute del Do4, sono scritte più in alto. Nell’esempio precedente, in chiave di basso trovate il Do4 partendo dal Fa3 e salendo fuori dal pentagramma, subito dopo il Si3, sul primo taglio addizionale. Quindi quasi tutte le note in chiave di basso sono più gravi del Do4.

In chiave di violino le note acute, in chiave di basso le note gravi

Il Do4 è come una “nota perno”, di solito ciò che è più acuto va in chiave di violino, ciò che è più grave va in chiave di basso; i due pentagrammi sono come l’uno la continuazione dell’altro; infatti in alcuni casi (come la notazione per il pianoforte o per i cori misti) vengono proprio sovrapposti, creando un sistema di pentagrammi


Oltre alla chiave di violino e alla chiave di basso esiste un terzo simbolo, la chiave di Do, che individua il Do4 (sempre lui!). Questa chiave ha ben quattro diverse collocazioni, a seconda della posizione prende anche nomi diversi. Tutti questi nomi sono legati alla classificazione delle voci adulte. La chiave di Fa inoltre può essere collocata anche sulla terza linea prendendo il nome di chiave di Baritono.

Chiave di Do (a), Soprano (b), Mezzo Soprano (c), Contralto (d), Tenore (e) e Baritono

Tutte queste notazioni sono rimaste col nome di setticlavio, o anche di “chiavi antiche” perché ormai non si usano quasi più. Servono soprattutto ad alcuni strumenti (“traspositori”) che vedremo più avanti.


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10 capitoli – 43 paragrafi – 30 anni di esperienza

CAPITOLO 1
1/43 – Il pentagramma
2/43 – Chiave di violino
3/43 – Alterazioni
4/43 – Chiave di basso
CAPITOLO 2
5/43 – Toni e semitoni
6/43 – Intervalli di terza
7/43 – Fino all’ottava
8/43 – Scala e tonalità
CAPITOLO 3
9/43 – Valori e divisioni
10/43 – Punti e legature
11/43 – La misura
12/43 – Strutture ritmiche
CAPITOLO 4
13/43 – Tempo
14/43 – Pulsazioni
15/43 – Metrica
16/43 – Tempi composti
CAPITOLO 5
17/43 – Dinamiche
18/43 – Articolazioni
19/43 – Fraseggio
CAPITOLO 6
20/43 – Respirazione
21/43 – Impostazione
22/43 – Appoggio
23/43 – Registri
24/43 – Classificazioni
25/43 – Tono di voce
CAPITOLO 7
26/43 – Archi
27/43 – Pizzico e tastiera
28/43 – Legni
29/43 – Ottoni
30/43 – Aerofoni liberi
31/43 – Percussioni
32/43 – La partitura
CAPITOLO 8
33/43 – Soggetto
34/43 – Polifonia
35/43 – Tema e variazioni
36/43 – Appendici
37/43 – La forma
CAPITOLO 9
38/43 – Voce e teatro
39/43 – Il melodramma
40/43 – Il cinema

CAPITOLO 10
41/43 – Onda sonora
42/43 – Corda vibrante
43/43 – Velocità del suono

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